Locazioni brevi: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

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Locazioni brevi: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia dell’Entrate, attraverso la circolare n. 24/E, ha fornito importanti chiarimenti per quento concerne le cosidette “locazioni brevi“, disciplina introdotta dal D.L. 50/2017.

Cosa si intende per “locazioni brevi”.
Si tratta di contratti di locazione di immobili ad uso abitativo situati in Italia di durata non superiore a 30 giorni, stipulati da persone fisiche al di fuori dell’esercizio d’impresa, direttamente o in presenza di intermediazione immobiliare, anche on line.

Il predetto Decreto Legge 50/2017 prevede che ai redditi deriventi da questa tipologia di contratto – appunto di “locazione breve” -, la cui stipula avviene a partire dal 1° giugno 2017, può applicarsi, su opzione del locatore, il regime della cedolare secca con l’aliquota del 21%.

Non vengono presi in considerazione gli immobili situati all’estero e quelli che non hanno finalità abitativa. Vengono invece incluse le singole stanze dell’abitazione e anche le pertinenze, ovvero “ le cose destinate in modo durevole a servizio o a ornamento di un’altra cosa“, in questo caso cantine, garage e posti auto (sia coperti che scoperti), soffitte e piccoli magazzini.
Oltre all’alloggio, il contratto può avere ad oggetto anche la fornitura di servizi accessori che accompagnano la messa a disposizione dell’immobile come, ad esempio, la fornitura di utenze, wi-fi, aria condizionata.

I servizi aggiuntivi come la fornitura della colazione, la somministrazione di pasti, la messa a disposizione di auto a noleggio o di guide turistiche o di interpreti, non rientrano nelle disposizioni in materia di locazioni brevi, in quanto comportano un livello di organizzazione che, anche se minimo, non è compatibile con il semplice contratto di locazione, come nel caso della attività di bed and breakfast occasionale.

Le sanzioni.
Come già accennato in precedenza, le ritenute si applicano ai canoni e ai corrispettivi derivanti da contratti stipulati a partire dal 1° giugno 2017 e gli intermediari erano tenuti a versarle entro il 16 luglio 2017.
L’Agenzia dell’Entrate però, tenendo conto delle difficoltà incontrate dagli operatori e ancor di più nel rispetto dello Statuto dei diritti del contribuente, ha deciso di non sanzionare la mancata effettuazione delle ritenute fino all’11 settembre 2017.
A partire dal 12 settembre però si potrebbe incorrere in una sanzione per le ritenute omesse o incomplete, da versare entro il 16 ottobre 2017.

Obbligo di ritenuta.
La ritenuta del 21% va applicata sull’intero importo indicato nel contratto di locazione; non sono soggetti a ritenuta invece eventuali penali o caparre o cauzioni, in quanto si tratta di somme di denaro diverse ed ulteriori rispetto al corrispettivo.

L’intermediario.
L’intermediario che interviene nella conclusione del contratto o nel pagamento delle somme relative ai contratti di locazione breve, deve assolvere – in particolare – a due adempimenti. Innanzitutto, qualora intervengano nella stipula del contratto, devono comunicare i dati relativi e conservare gli elementi posti a base delle informazioni comunicate. Gli intermediari che hanno un ruolo nel pagamento o incassano il canone d’affitto o il corrispettivo lordo, devono effettuare il prelievo del 21% a titolo di ritenuta da versare all’erario.
Nel caso di pagamenti a mezzo di assegno intestato al locatore, l’intermediario non è tenuto a trattenere la ritenuta in quanto non ha disponibilità materiale delle risorse finanziarie.

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